WeWork è un rischio sistemico per gli Usa. E può far crollare la giapponese SoftBank

Ascesa e caduta di un formidabile startupper da quasi 50 miliardi di dollari

WeWork è un rischio sistemico per gli Usa. E può far crollare SoftBank

Ha fondato il colosso mondiale WeWork. Ma ora gli chiedono di farsi da parte per salvare la sua società. È la sorte che sta toccando ad Adam Neumann 40 anni, israeliano, residente a New York. Un tipo visionario che ha però fatto perdere lo scorso anno quasi 2 miliardi di dollari alla sua creatura. La storia di WeWork è a suo modo emblematica. Se cerchi di quotarti a Wall Street devi portare numeri. Gli slogan non sono più sufficienti.

WeWork è il più grande network di spazi di coworking del pianeta (834 location in 126 città, 15 mila dipendenti: ma è davvero in grado di fare tanti profitti? Da questa domanda dipende la reale valutazione. Nel 2017 il mega fondo VisionFund, lanciato dai giapponesi di Softbank, ha scommesso 4,4 miliardi di dollari, ad una valutazione di circa 20 mld. A questi, Softbank ne ha aggiunti ulteriori 4 lo scorso anno, quando la valutazione era salita a 47 mld. Con l’obiettivo, sullo sfondo, della quotazione in Borsa.

Ma al momento di presentare i documenti alla commissione di vigilanza di Wall Street sono iniziati i problemi per Neumman, che avrebbe portato avanti una gestione “allegra e disinvolta” dei conti aziendali, probabilmente gonfiati. Il destino di Neumann è ora appeso a un filo. Nel frattempo la quotazione a Wall Street è slittata.

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