-101 mila occupati nel primo trimestre. Ma l’emergenza è cominciata a marzo

Osservando l’andamento del dato soprattutto a marzo (quando è esploso il Covid in Italia) quello sul secondo trimestre non potrà che essere ben peggiore

-101 mila occupati nel primo trimestre. Ma l’emergenza è cominciata a marzo

Nel primo trimestre del 2020, il numero di persone occupate diminuisce di 101 mila unità (-0,4%) rispetto al trimestre precedente. Alla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+50 mila, +0,3%) si contrappone la rilevante diminuzione di quelli a termine (-123 mila, -4,1%) e quella, meno accentuata, degli indipendenti (-28 mila, -0,5%).

Il numero di inattivi di 15-64 anni aumenta di 290 mila rispetto allo stesso trimestre 2019 (+2,2%) e di questi per circa 260 mila il motivo per cui non si è cercato lavoro è riconducibile all’emergenza Covid. Il totale degli inattivi risulta pari a 13 milioni 540 mila.

L’Istat sottolinea che le dinamiche del mercato del lavoro nel primo trimestre risentono, a partire dall’ultima settimana di febbraio, “delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria”. Ciò’ significa che i dati relativi al secondo trimestre (che volge al termine) saranno ben peggiori di quelli rilevati nei primi tre mesi dell’anno.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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