Si muore ancora per il troppo lavoro. Il governo nipponico corre ai ripari

Si muore ancora per il troppo lavoro. Il governo corre ai ripari

Potrebbe sembrare paradossale o contro-intuitivo, ma il governo giapponese esorta le aziende a concedere ai lavoratori la possibilità di non lavorare il lunedì mattina.

L’obiettivo è migliorare la conciliazione tra vita privata e professionale. Tuttavia, i tentativi già fatti nel recente passato per ridurre i carichi di lavoro - ritenuti da più parti assolutamente eccessivi - sono stati infruttuosi. E non è una questione di masochismo.

Il modello culturale dominante in Giappone tende a vedere di buon occhio coloro che prendono pochi giorni di ferie. Andare in vacanza non è qualcosa di cui vergognarsi, ma meglio non abusare.

Il nuovo programma definito Shining Mondays contiene un obiettivo simile a un precedente programma - Premium Fridays - introdotto a febbraio dall'esecutivo guidato da Shinzo Abe, in cui le imprese sono stimolate a incoraggiare i dipendenti ad anticipare l'orario di lavoro per poter tornare prima dalle rispettive famiglie. E con la speranza, in tal modo, di aumentare i consumi.

L'ultimo schema, Shining Mondays, prevede qualcosa in più. Consente di prendersi una mattinata libera, ma non una qualunque: il lunedì successivo all'ultimo venerdì del mese. Il ministero dell'Economia ha testato l'idea la scorsa settimana, consentendo a quasi un terzo del personale di arrivare in ufficio dopo pranzo. Un po' a sorpresa, l'assenza di centinaia di dipendenti non ha influenzato negativamente il lavoro ministeriale. Resta da vedere quante aziende seguiranno l'esempio.

Un sondaggio condotto un anno dopo l'introduzione di Premium Fridays ha rilevato che solo l'11,2% dei dipendenti aveva lasciato il lavoro in anticipo nel giorno designato. Questo attaccamento morboso al lavoro è diventato un problema. La conferma proviene da un rapporto governativo pubblicato nel 2016: nel 25% circa delle aziende analizzate i dipendenti arrivano ad accumulare più di ottanta ore di straordinari al mese, spesso non pagate, che diventano più di cento nel 12% delle imprese.

Il Giappone è stato costretto a confrontarsi con la propria cultura del lavoro dopo che Matsuri Takahashi, una dipendente di 24 anni della Dentsu, si è suicidata nel 2015. Il motivo è disarmante: aveva fatto nei mesi precedenti il decesso troppe ore di straordinario. È morta per "karoshi". Una sindrome sin troppo nota nella terza economia al mondo.

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