Tsipras "cancella" la Troika. Aumentato il salario minimo dell’11%

Il premier ellenico, dopo il sofferto accordo sulla Macedonia, gioca la prima carta per provare a superare le politiche imposte dalla Troika. Sullo sfondo le elezioni politiche del prossimo autunno

Tsipras "cancella" la Troika. Aumentato il salario minimo dell’11%
Il premier greco Alexis Tsipras

Il prossimo autunno sono in programma le elezioni politiche in Grecia. E Alexis Tsipras ha tirato fuori un asso dalla manica. Dopo l’uscita nella scorsa estate dalla terza fase del piano di salvataggio messo in atto dalla Troika (Fmi, Bce e Commissione Europea) - il più grande piano finanziario di aiuti nella storia economica globale - il premier ellenico è ora più libero nel cercare di attuare la propria politica economica, anche se la Grecia è ora più indebitata (nel lungo periodo) di quanto fosse al momento dell’accettazione degli “aiuti” suggeriti dalla Troika.

La prima decisione importante è l’aumento dell’11% del salario minimo (non si verificava un incremento da 10 anni) che passa da 585 a 650 euro. Il provvedimento ha anche un particolare valore simbolico per i greci. In cambio dei 300 miliardi di prestiti, una delle misure imposte ad Atene nel 2012 era stato proprio il taglio del 22% della retribuzione minima.

Si stima che 880 mila persone trarranno beneficio dalla misura, secondo il ministero del Lavoro. Basti pensare che un greco su tre impiegato nell’ambito del settore privato guadagna meno di 600 euro al mese. E non c'è soltanto l’incremento del salario minimo. Il "programma sociale" di Syriza comprende anche il taglio già annunciato della tassa sugli immobili e la distribuzione alla popolazione meno abbiente di 710 milioni grazie a un inaspettato tesoretto.

Il che ci riporta alle elezioni. Tsipras, al potere dal 2015, cerca di recuperare nei sondaggi che lo vedono in svantaggio rispetto all'opposizione di centrodestra di Nea Demokratia. L’andamento dell’economia non sta aiutando in questo momento il premier. È vero, la Grecia lo scorso anno ha sovraperformato gli obiettivi di bilancio e la disoccupazione è diminuita al 18,1%, ma la ripresa economica rimane fragile e il paese resta quello dell’Ue con il più alto rapporto debito / Pil. Inoltre, il sistema bancario ellenico ha il più grande stock di prestiti in sofferenza tra i membri comunitari, rendendolo particolarmente vulnerabile all'instabilità del mercato globale.

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