Manovra giallo-verde, ecco le principali misure

A Montecitorio il via libera a un testo già firmato dal Presidente della Repubblica, ma che risulta stravolto rispetto a quello approvato tre settimane fa in prima lettura alla Camera

Manovra giallo-verde, ecco le principali misure

Dallo stop agli aumenti Iva per il 2019 al taglio delle pensioni più elevate, dall’estensione dell'aliquota agevolata per le partite Iva agli sconti per l'acquisto di veicoli a basse emissioni. È lungo l'elenco di misure inserite nella legge di bilancio che, dopo essere stata criticata dall'Ufficio parlamentare di bilancio nei giorni scorsi, è stata approvata il 30 dicembre dal Parlamento e firmata in serata dal Presidente della Repubblica. Ma è un testo completamente stravolto rispetto a quello approvato in prima lettura alla Camera lo scorso 8 dicembre. Per le due misure cardine, quota 100 e reddito di cittadinanza, che dovrebbero arrivare a inizio 2019 con un provvedimento ad hoc, le risorse necessarie sono state già accantonate dalla manovra.

Ecco il dettaglio dei provvedimenti

Stop aumenti Iva, ma rischio stangata dal 2020

La stop agli aumenti Iva ereditati dai precedenti Governi è la misura più costosa: sono serviti quasi 12,5 miliardi per impedire che le aliquote salissero già dal prossimo anno. La trattativa con Bruxelles e la necessità di reperire risorse per il futuro ha però appesantito ulteriormente l'onere per gli anni a venire: soltanto per impedire i nuovi aumenti, nel 2020 il governo dovrà trovare oltre 23 mld. Le clausole di salvaguardia sono state quindi potenziate dal Governo, dopo aver assicurato che avrebbe invece sterilizzato tutti gli aumenti previsti.

Fisco più leggero per le partite Iva

Erroneamente definita "flat tax", la misura a sostegno delle partite Iva estende la platea dei beneficiari del regime agevolato rispetto a quanto previsto da una norma già in vigore. Ora potranno accedere al trattamento fiscale più vantaggiaso, che prevede di pagare un’aliquota fissa del 15% di tasse, le partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro. Dovrebbe interessare 1 milione di lavoratori.

Nuova web tax contro i colossi digitali

La digital tax prevede una nuova tassa del 3% sui ricavi delle aziende che prestano servizi digitali (i cosiddetti over the top tra i quali Facebook e Google) e che hanno un ammontare  complessivo di ricavi pari o superiore a 750 milioni di euro, di cui almeno 5,5 mln realizzati nel territorio italiano. L’esecutivo conta di incassare 150 mln nel 2019 e oltre 600 negli anni successivi.

Pensioni d’oro, tagli sopra i 100 mila euro. Ma flop gettito per lo Stato

Arriva il taglio alle cosiddette pensioni d'oro. Il contributo sarà del 15% per i redditi tra 100 mila e 130 mila euro e andrà a salire fino ad arrivare al 40% per quelli superiori a 500 mila con un prelievo del 25% per i redditi tra 130 mila e 200 mila, del 30% per i redditi tra 200 mila e 350 mila e del 35% per i redditi tra 350 mila e 500 mila. Tuttavia il gettito finale sarà, considerando che pensioni più basse significa anche minori entrate fiscali per lo Stato, di appena 76 mln nel 2019 (ben lontano dal miliardo ipotizzato inizialmente dal Governo) e riguarderà soltanto 24 mila assegni.

Pensioni, ridotti gli aumenti per oltre 4 milioni di pensionati

Tagliate le rivalutazioni degli assegni poco sopra i 1.500 euro lordi a partire dal 1° gennaio. Si tratta in realtà di minori aumenti previsti a partire dal prossimo anno. In altre parole si percepirà di più, ma l'incremento sarà inferiore a quanto atteso. Lo Stato spera così di incassare, al netto degli effetti fiscali, 253 milioni nel 2019, 745 mln nel 2020 e 1228 nel 2021. Sopra i 1505 euro lordi, nella fascia cioè interessata dall'intervento, ci sono oltre 4 milioni di pensioni.

Sconti per le auto meno inquinanti, nuova tassa per i Suv

Per chi acquisterà veicoli elettrici o ibride e rottamerà un veicolo tradizionale è previsto uno sconto fino a 6 mila euro. Allo stesso tempo si prevede una nuova tassa di immatricolazione destinata però solo ai veicoli più inquinanti, dai 1100 ai 2500 euro.

Condono fiscale per chi è in difficoltà

Come annunciato in autunno arriva il saldo e stralcio delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è "difficoltà economica" con un Isee entro i 20 mila euro. Si prevede l'estinzione dei debiti per omessi versamenti di tasse e contributi pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro e il 35% con Isee fino a 20 mila euro. Il debito può essere pagato senza sanzioni e interessi, in un'unica soluzione, entro il 30 novembre del 2019 oppure in 5 rate con importi diversi rispetto alla prima versione.

Raddoppio Ires per enti no profit, ma il governo potrebbe rinunciare alla misura

Cancellazione dell'agevolazione dell'Ires al 12%, anziché al 24%, per gli enti no profit. Il vicepremier Luigi Di Maio ha già detto che la norma sarà corretta al primo provvedimento utile.

Spiagge, concessioni rinnovate per 15 anni alle stesse condizioni

Prorogate per 15 anni tutte tutte le concessioni in essere. Dalle attuali concessioni lo Stato incassa ogni anno appena 103 mln.

Famiglia, mamme al lavoro fino al nono mese

Cambiano le regole per l'accesso alla maternità: le nuove norme danno la facoltà, su richiesta delle lavoratrici, di restare al lavoro fino al nono mese, fruendo del periodo di stop dal lavoro dopo il parto. Sale poi da 4 a 5 il numero di giorni di congedo obbligatorio per i padri. Incrementata infine da 1.000 a 1.500 euro la dote per il bonus asilo nido.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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