Il grande economista Alan Krueger si è tolto la vita

Krueger lascia una grande eredità. I suoi studi offrono una guida importante, sempre basata sui fatti e sui riscontri empirici, su problemi di grande rilevanza pratica per il benessere di milioni di persone. Un approccio che sarebbe utile anche per il nostro Paese

Il grande economista Alan Krueger si è tolto la vita
Alan Krueger

È morto a 58 anni Alan Krueger, ex consigliere economico della Casa Bianca con Barack Obama. Secondo quanto ha affermato la famiglia si è suicidato. Economista, docente all’università di Princeton, Krueger era stato scelto da Obama soprattutto per essere uno dei massimi esperti di mercato del lavoro negli Stati Uniti.

Commosso il ricordo di Obama: “Alan era una persona profonda, un grande conoscitore di politica economica che vedeva non come un insieme di teorie astratte ma come un modo per aiutare la gente a vivere una vita migliore”. Commosso anche il ricordo dell’ex presidente della Fed Ben Bernanke: “Alan ha dimostrato come l’economia può essere usata per illuminare tutti i differenti aspetti della vita di tutti i giorni”.

Una brillantissima carriera quella di Krueger (tra i tanti riconoscimenti l’IZA Prize for Labour, una specie di premio Nobel per gli economisti del lavoro), che ha messo a disposizione del suo paese. Macinava dati e analisi. Riusciva in poche parole a sintetizzare una grande mole di informazioni. Con Barack Obama doveva applicare la regola delle quattro slide e dei dieci minuti sugli argomenti più spinosi.

Il suo lavoro più conosciuto è uno studio con David Card sugli effetti di un aumento del salario minimo in New Jersey. È stato messo in discussione per anni da molti economisti perché aveva dimostrato una correlazione positiva tra salario minimo e occupazione. Abbastanza contro-intuitivo da spingere molti a criticare questo studio senza mai riuscirci davvero. Perché? Semplice, era un esempio di metodo scientifico. Ma Krueger non era solo scienza. Aveva grande sensibilità. Forse in questa sensibilità c’è la ragione di un gesto che le persone a lui vicino non riescono a comprendere.

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