Si chiama ‘Vix’, l’indice della paura che è schizzato alle stelle

I livelli registrati nei giorni scorsi sono stati raggiunti solo 4 volte negli ultimi 20 anni. Se esplode al rialzo vuol dire che i trader stanno vendendo quello che hanno in portafoglio

Si chiama ‘Vix’, l’indice della paura schizzato alle stelle
L’evoluzione del Vix da gennaio a febbraio

Si chiama Vix ed è il termometro della febbre sui mercati. Ribattezzato l’indice della paura, se il Vix esplode al rialzo, vuol dire che i trader stanno vendendo quello che hanno in portafoglio e, dunque, si aspettano tempi peggiori. Venerdì 29 febbraio, nella settimana più pesante per i listini dalla crisi dell’ottobre 2008, il Vix - che è più che triplicato rispetto alla posizione pre-virus - ha toccato un nuovo record in negativo che non si vedeva dal 2009.

Livelli così alti sono stati raggiunti solo quattro volte negli ultimi 20 anni: nel 2011 e nel 2010 (anni di crisi per la paura sui bond sovrani), nel 2008 (dopo il crack della Lehman Brothers) e nel 2002 (con lo scoppio della bolla della new economy).

Il Chicago Board Options Exchange Volatility Index, per rivelare le dinamiche che si stanno muovendo sui mercati, si basa sull’andamento implicito delle opzioni sull’indice S&P 500 quotate al Cboe, la piazza di Chicago. È focalizzato sulle aziende più grandi localizzate negli Stati Uniti ma è sotto gli occhi dei trader di tutto il mondo.

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