Banche, essere ‘uomini bianchi’ sta diventando un problema

Gli istituti di credito svedesi verso l’imposizione dei cosiddetti ‘requisiti di diversità’

Banche, essere ‘uomini bianchi’ sta diventando un problema

Dopo Goldman Sachs, ora anche una delle maggiori banche svedesi sta valutando l’idea di penalizzare i clienti che non rispettano i cosiddetti ‘requisiti di diversità’.

In pratica, se un cliente della banca è una persona giuridica (azienda) e il proprio consiglio di amministrazione non è sufficientemente ‘diversificato’, questi può vedersi applicare condizioni peggiorative dall’istituto di credito. Ma cosa si intende per ‘non sufficientemente diversificato’? Che non ci sono abbastanza donne e uomini di un colore differente dal bianco.

Secondo il quotidiano economico Dagens Industri, Skandinaviska Enskilda Banken (Seb), una della maggiori banche svedesi con oltre 15 mila lavoratori a livello globale e un fatturato di 4,26 miliardi di euro, starebbe proprio pensando di introdurre penalizzazioni per i clienti che non ‘diversificano’ abbastanza, prendendo spunto dal Ceo della banca di investimenti statunitense Goldman Sachs, David Solomon, che al recente World Economic Forum aveva annunciato che presto sarebbero stati imposti simili requisiti di diversità ai propri clienti.

A partire dal 2021, Salomon ha promesso che Goldman Sachs favorirà solo aziende che abbiano almeno due membri che non siano uomini bianchi nel proprio consiglio. La stessa Goldman Sachs può ‘vantare’ quattro donne nel proprio Cda, su undici membri in totale.

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