La mossa del governo per uscire dalla crisi dei trasporti ferroviari: tagli per 35 mld, poi investimenti

I sindacati intanto mercoledì 23 maggio riveleranno i risultati della consultazione tra i ferrovieri e vogliono dimostrare di essere compatti contro la riforma

La mossa del governo per uscire dalla crisi dei trasporti ferroviari

Settimana decisiva per risolvere la crisi dei trasporti e lo sciopero portato avanti dai sindacati in Francia, con in testa la Sncf: i senatori martedì 22 maggio iniziano la revisione della riforma ferroviaria, venerdì 25 il primo ministro francese esporrà i termini per recuperare quasi 35 miliardi di debito della rete nel 2020 e, poi, nel 2022 l’aumento degli investimenti.

Un "nuovo patto ferroviario"

Il governo punta su un “nuovo patto ferroviario” mercoledì 23 maggio, quando presenterà una serie di emendamenti al testo in commissione con particolare riferimento al mercato del trasporto regionale. Un argomento che sta molto a cuore ai senatori, che vogliono garanzie sul futuro delle piccole linee che potrebbero essere ridimensionate o cancellate dai tagli previsti.

Prima i tagli, poi gli investimenti

Il progetto di Macron sarebbe, da un lato, di fare qualche concessione, come un minore aumento dei pedaggi ferroviari e maggiori investimenti per rinnovare la rete e, dall’altro, un risanamento finanziario trasformando la Sncf Réseau in società per azioni e tagliare circa 35 miliardi entro il 2020. Aumentare, quindi, nel 2022 la produttività fino a raggiungere i 2,3 miliardi l’anno nel 2026: ma l’obiettivo potrebbe essere rivisto e portato a 3 miliardi.

Sindacati in allerta

I sindacati, intanto, mercoledì 23 maggio riveleranno i risultati della consultazione tra i ferrovieri e vogliono dimostrare di essere compatti nel respingere la riforma. La direzione e il governo, tuttavia, hanno escluso in anticipo qualsiasi impatto di questa consultazione sull’attuale processo di riforma: come andrà a finire?

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