Tony Blair alla Casa Bianca: perché era al vertice di Trump su ‘Gaza Riviera’?

L’ex premier britannico, discusso per il suo ruolo in Iraq e in Medio Oriente, torna a sorpresa sulla scena internazionale. Ma la sua presenza accanto a Trump e Kushner solleva dubbi e critiche

Blair alla Casa Bianca: perché era al vertice di Trump su ‘Gaza Riviera’?

Tony Blair, ex primo ministro del Regno Unito e inviato speciale in Medio Oriente per otto anni, è riapparso a Washington in occasione di un vertice organizzato da Donald Trump sul futuro di Gaza. Un ritorno che ha lasciato perplessi molti osservatori, visto che negli ultimi anni il suo impegno nella regione si era limitato a iniziative private e sporadiche prese di posizione.

Blair e la diffidenza palestinese

Il passato di Blair pesa ancora. Da inviato del “Quartetto” (composto da Onu, Ue, Usa e Russia) il suo ruolo fu duramente criticato dall’Autorità Palestinese, che lo accusò di parzialità verso Israele. Per alcuni, Blair era addirittura vicino a essere dichiarato persona non grata a Ramallah. Ecco perché la sua presenza accanto a Trump non contribuisce a rafforzare la fiducia dei palestinesi nei piani statunitensi per Gaza.

Il piano di Trump: da Gaza a “Riviera mediorientale”

Trump ha rilanciato la sua controversa idea di trasformare Gaza in una sorta di resort di lusso, con l’espulsione dei residenti e una ricostruzione in stile “Riviera”. Un progetto già bollato come “inaccettabile” da Bruxelles e definito una violazione del diritto internazionale dall’Autorità Palestinese. Blair, con i suoi legami politici e finanziari nei Paesi del Golfo, potrebbe però diventare utile per dare credibilità al piano e attrarre investitori.

Kushner, Dermer e il team parallelo

All’incontro erano presenti anche Jared Kushner, genero di Trump e promotore degli Accordi di Abramo, e Ron Dermer, ministro israeliano per gli Affari strategici. Assenti invece rappresentanti arabi di peso, nonostante si preveda che proprio i Paesi del Golfo debbano finanziare gran parte della ricostruzione.

Un ruolo controverso

Gli analisti avvertono: la figura di Blair, segnata dall’Iraq e dal fallimento del Quartetto, rischia di danneggiare la percezione del progetto in Medio Oriente. Ma la sua rete di contatti potrebbe aiutare Trump a trovare soldi e consensi tra élite politiche e finanziarie. Intanto, per i palestinesi, resta la sensazione di un piano deciso senza di loro che sarebbero fino a prova contraria gli unici a poter rivendicare il diritto a decidere presente e futuro della Striscia.

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