La provocazione russa all’UE: “Siete vassalli, poi toccherà al Canada?”

Mosca ironizza sulla Groenlandia, Dmitriev condivide mappa delle “sfere di influenza” e attacca i doppi standard europei

La provocazione russa all’UE: “Siete vassalli, poi toccherà al Canada?”

Poco importa che fosse vigilia del Natale ortodosso: Kirill Dmitriev, negoziatore russo e rappresentante del presidente per la cooperazione economica, ha colto l’occasione per lanciare un duro affondo contro l’Unione Europea. Su X il dirigente di Mosca ha reagito alle recenti affermazioni di Donald Trump sulla Groenlandia definendo Bruxelles come incapace di agire su questioni strategiche, limitandosi a “monitorare la situazione” e mostrando doppi standard.

“La Groenlandia è già decisa”

Nel suo post Dmitriev afferma che “la Groenlandia sembra ormai un problema risolto” dall’amministrazione americana, e ironizza: l’UE continuerà a fare ciò che i vassalli sanno fare meglio: monitorare e dare esempio di doppi standard”. A corredo del commento una mappa provocatoria che divide il mondo in sfere di influenza tra Trump, Putin e Xi Jinping, suggerendo una presunta spartizione globale delle potenze mentre l’Europa resta “a guardare”.

 

“Canada il prossimo?”

A scatenare ulteriori reazioni è stata la chiusa del tweet di Dmitriev: “Canada next?” — un’allusione scherzosa e minacciosa secondo cui, dopo la Groenlandia, potrebbe toccare anche al vicino nordamericano. La provocazione ha rimbalzato rapidamente sui media internazionali, alimentando un clima di tensione sulle intenzioni geopolitiche delle grandi potenze.

Contesto diplomatico e reazioni internazionali

Le parole di Dmitriev arrivano in un momento di forte tensione globale. La recente operazione statunitense in Venezuela ha suscitato critiche (apparentemente forti) da parte della Russia e della Cina, che hanno definito l’azione una violazione del diritto internazionale e un segnale di egemonismo globale.

Sul fronte artico, l’idea di Trump di riconsiderare il ruolo degli Stati Uniti sulla Groenlandia ha già provocato ripetute prese di posizione da parte della Danimarca e dei leader europei, che ribadiscono la sovranità dell’isola e la sua appartenenza al popolo groenlandese.

Mosca guarda all’Europa con ironia e scetticismo

La satira di Dmitriev non è isolata: riflette una narrativa diffusa tra alcuni circoli politici a Mosca, secondo cui l’Europa, pur criticando le ambizioni americane, non sarebbe in grado di opporsi concretamente alle mosse di Washington. Questa visione si inserisce in un quadro più ampio di competizione globale tra Stati Uniti, Russia e Cina, che vede l’UE spesso percepita come un attore diplomatico più debole.

Un messaggio all’Occidente

In sostanza, l’attacco verbale di Dmitriev — tra ironia, mappa “planetaria” e provocazioni — vuole essere una critica geopolitica diretta all’Europa e ai suoi partner occidentali. Nel linguaggio della diplomazia russa, colorito e incisivo, l’obiettivo è duplice: mettere in dubbio l’efficacia dell’UE come attore globale e sottolineare la crescente competizione tra superpotenze nel determinare l’ordine mondiale.

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