L’Europa si muove senza Washington: nasce la missione dei “Volenterosi” (ma Trump attacca la Nato)

Dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz e la tregua in Medio Oriente, Francia e Regno Unito accelerano su una missione navale difensiva. Gli USA si sfilano, mentre l’Europa resta divisa. Sullo sfondo: energia, sicurezza globale e nuovi equilibri geopolitici

Non è stato formalmente un vertice mondiale, ma poco ci è mancato. A Parigi, su iniziativa di Francia e Regno Unito, si è riunita una coalizione allargata – dai Paesi europei all’India, con la Cina in veste di osservatore – per discutere una missione navale nello Stretto di Hormuz.

Obiettivo: garantire la libertà di navigazione in uno dei choke point più strategici del pianeta, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.

Missione “difensiva” dopo la tregua: oltre 12 Paesi pronti a partecipare

Il progetto dei cosiddetti “Volenterosi” prevede una forza multinazionale con compiti esclusivamente difensivi, da attivare una volta consolidato il cessate il fuoco tra Israele e Libano e la de-escalation con l’Iran.

Secondo Londra, più di una dozzina di Paesi hanno già manifestato disponibilità a contribuire con mezzi navali e supporto logistico. Una riunione operativa è attesa nei prossimi giorni per definire regole d’ingaggio e struttura del comando.

Trump attacca: “La Nato resti fuori, è stata inutile”

A scuotere il vertice è intervenuto Donald Trump, che ha escluso qualsiasi coinvolgimento della Nato nella missione, definendo l’Alleanza “una tigre di carta”.

Il presidente USA ha rivendicato la gestione autonoma della crisi e ha respinto l’ipotesi di un intervento coordinato con gli alleati europei, alimentando ulteriormente la frattura transatlantica già emersa nelle ultime settimane.

Europa divisa: Parigi e Londra avanti, Roma e Berlino più caute

Se Francia e Regno Unito spingono per una missione senza i protagonisti diretti del conflitto, Italia e Germania mantengono una linea più prudente.

Roma insiste sulla necessità di coordinamento con tutti gli attori internazionali e vincola l’eventuale partecipazione a un passaggio parlamentare. Berlino, invece, chiede una base giuridica chiara, possibilmente sotto egida ONU.

Energia e geopolitica: Hormuz resta il cuore della crisi globale

La riapertura dello Stretto da parte dell’Iran ha temporaneamente allentato la pressione sui mercati energetici, con un calo immediato dei prezzi del petrolio.

Ma il rischio sistemico resta elevato: ogni tensione su Hormuz ha effetti diretti su inflazione, crescita globale e sicurezza energetica europea. Non a caso, FMI e Agenzia Internazionale dell’Energia continuano a segnalare scenari altamente instabili.

Un nuovo equilibrio globale? L’Europa cerca autonomia strategica

Il vertice di Parigi segna un passaggio chiave: per la prima volta dall’inizio della crisi, l’Europa prova a muoversi come attore autonomo sulla sicurezza internazionale.

Resta da capire se si tratta di un cambio strutturale o di una risposta contingente all’isolazionismo americano.

Di certo, la gestione dello Stretto di Hormuz diventa il banco di prova dei nuovi equilibri globali.

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