Crescita zero nel 2019

Crescita zero nel 2019

Prima sono arrivate le stime allarmistiche delle organizzazioni internazionali, poi sono giunte anche quelle comunitarie e nazionali. E adesso un’altra doccia gelata, stavolta da Confindustria. Il centro studi degli industriali ha corretto al ribasso le stime di crescita dell'esecutivo, prevedendo un dato nullo nel 2019 (contro il + 0,9% della stima precedente) e un +0,4% nel 2020.

Pesano, secondo Confindustria, una manovra di bilancio poco orientata alla crescita, l'aumento del premio di rischio che gli investitori chiedono sui titoli pubblici italiani, e il progressivo crollo della fiducia delle imprese rilevato da marzo.

Secondo l'associazione delle imprese il rischio recessione è concreto. "Nel 2019 la domanda interna risulterà praticamente ferma e una recessione potrà essere evitata solo grazie all'espansione, non brillante, della domanda estera. A meno che - avverte il rapporto del Centro studi - non si realizzi l'auspicato cambio di passo nella politica economica nazionale".

Un'allarme, quello di Confindustria, che si aggiunge a quello del governatore di Bankitalia: in Italia si è registrato un “rallentamento dell'attività economica nell'ultimo scorcio del 2018 proseguito anche nei primi mesi di quest’anno”, ha spiegato Ignazio Visco.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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