L'Ocse vede per l'Italia un declino lento e inesorabile

Secondo il Rapporto Ocse sull'Italia, la crescita, già modesta, si sta ulteriormente indebolendo: il Pil 2019 sarà pari a -0,2% e il deficit al 2,5%

L'Ocse vede un declino lento e inesorabile
Angel Gurria, segretario generale Ocse dal 2006

Negli ultimi anni l'Italia ha registrato una "ripresa modesta" che ora si sta ulteriormente "indebolendo" tanto che nel 2019 "il Pil dovrebbe registrare una contrazione dello 0,2% e un aumento dello 0,5% nel 2020. La valutazione è contenuta nel Rapporto per l’Italia dell’Ocse.

La politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019, mentre il debito arriverà al 134%.

In Italia, in questi giorni, qualcuno è tornato a mirare contro le banche. E sul tema anche l’Organizzazione con sede a Parigi ha volute dire la sua. "La salute del settore creditizio è strettamente connessa alla finanza pubblica e ai suoi effetti sui rendimenti dei titoli di stato. Livelli più bassi (nel rendimento) contribuirebbero a preservare la stabilità del settore bancario".

E anche su altro tema caldo interviene l’Ocse. La generosità (in merito all’entità monetaria concessa ai beneficiari) del reddito di cittadinanza rischia di incoraggiare l'occupazione informale e di creare trappole della povertà.

C’è un problema anche su quota 100. “L’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con almeno 38 anni di contributi rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo” aumenterà “la diseguaglianza intergenerazionale e farà aumentare il debito pubblico”. L’Ocse invita ad “abrogare le modifiche alle regole sul pensionamento anticipato introdotte nel 2019 e mantenere il nesso tra l’età pensionabile e la speranza di vita”.

Dopo le critiche, il suggerimento. L’Italia “continua ad affrontare significativi problemi in campo economico e sociale” e “per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma” ha detto il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria.

Fonte

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com