Francia e Germania, servono nuove regole per l’industria europea

Il confronto a Berlino tra i due ministri dell’Economia. Dopo la bocciatura della fusione tra Alstom e Siemens i due paesi chiedono una riforma delle norme sulla concorrenza. Merkel: "Dubbi che con queste regole si possa creare dei veri competitor globali"

Francia e Germania, servono nuove regole per l’industria europea

Primo, rivedere le regole di concorrenza della Ue per favorire il rafforzamento dei “campioni” industriali e tecnologici europei. Secondo, occorre più flessibilità nella valutazione delle fusioni di imprese tenendo conto che la concorrenza è sul terreno globale. Questi i due pilastri del manifesto presentato a Berlino dai ministri delle Finanze francese, Bruno Le Maire, e dell'Economia tedesca, Peter Altamaier. Il manifesto era atteso dopo il no dell’Antitrust europeo alla fusione Altsom/Siemens.

"L'Europa deve rimanere un grande continente industriale e lo rimarrà se saremo capaci di riunire le nostre forze", ma per riuscirci è necessario "cambiare le regole europee che oggi sono superate", ha detto Le Maire. Per Berlino e Parigi va, dunque, esplorata anche l'idea di un coinvolgimento temporaneo di soggetti statali in settori specifici.

Nel “Manifesto per la politica industriale” franco-tedesco si elencano tre “pilastri” per una convergenza europea. Il sostegno mirato a innovazioni tecnologiche come la produzione di batterie o l’intelligenza artificiale; leggi che tutelino maggiormente le aziende del continente dallo shopping esterno; la riforma dell’Antitrust.

È la prima volta che Francia e Germania affermano formalmente la necessità di procedere a una revisione così profonda delle regole antitrust europee che sono oggi volte ad assicurare condizioni di concorrenza nel mercato unico. I due governi sono giunti alla conclusione che la difesa dell'industria europea, a fronte delle incursioni cinesi nei settori high-tech e del forte sostegno che Pechino garantisce alle proprie imprese, passa attraverso una modifica delle regole di concorrenza comunitarie che non tengono conto della dimensione globale dei mercati in misura sufficiente.

Il cappello politico del manifesto franco-tedesco è molto chiaro: la forza dell'Europa “dipenderà fortemente dalla nostra capacità di restare una potenza globale manifatturiera e industriale” in settori fondamentali nei quali la concorrenza mondiale è dura (intelligenza artificiale, auto e ferrovie, acciaio e alluminio). Se non si cambia, questo il messaggio dei due paesi, finiremo per favorire la graduale scomparsa della base industriale europea.

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