Berlino si prepara al peggio: “In caso di recessione prenderemo contromisure”

Cinque Istituti economici tagliano al ribasso le stime sul Pil 2019 e 2020. Il ministro delle Finanze: “Ma non sarà come il 2008”. Intanto la crisi contagia anche i servizi

Berlino si prepara: “In caso di recessione pronte le contromisure"

I cinque principali istituti economici tedeschi (Diw, Iwh, Ifo, Ifw e Rwi) hanno tagliato le stime di crescita della Germania per il 2019 e il 2020 in vista dell’indebolimento della domanda globale e del persistere delle tensioni commerciali. E hanno diagnosticato una recessione in atto nel settore manifatturiero che starebbe contagiando anche i servizi.

La previsione sul Pil per il 2020 è stata tagliata all’1,1% dall’1,8% stimato nello scorso aprile. Per quest’anno si attende una crescita del Pil dello 0,5% (contro lo 0,8% previsto in precedenza), il livello più basso dal 2013.

Il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha comunque assicurato che il Paese sarebbe in grado di gestire una nuova crisi economica, ma esclude che si corra il rischio di rivivere una situazione simile a quella del 2008/2009.

“Siamo ben preparati perché abbiamo buone risorse finanziarie. Se ci sarà una crisi saremo in grado di prendere contromisure, ma al momento la prospettiva è solo di una crescita più debole”, ha detto Scholz.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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