Quando l’immigrazione vale oro. Il Paese nipponico non trova abbastanza lavoratori da assumere

Il Paese nipponico cerca lavoratori stranieri da assumere
Shinzo Abe, 63 anni, Presidente del Giappone dal 2012

Il Giappone ha troppi posti di lavoro vacanti. Nel 2017, il basso tasso di natalità e la relativa ripresa economica hanno creato una forbice tra offerta e domanda in tutti i settori e per ogni livello di competenza (low/medium/high-skilled). A Tokyo, in particolare, ci sono due posti di lavoro per ogni candidato.

Per scongiurare una crisi occupazionale, il Giappone ha deciso di attirare nel proprio Paese 300mila studenti stranieri. Il 50 per cento di questi, una volta laureati, saranno assunti entro il 2020.

Il cosiddetto programma di “Internationalisation vs Japanisation” prevede che il Governo giapponese offra agli studenti provenienti dai Paesi esteri tirocini sovvenzionati nelle aziende nipponiche, servizi per l'impiego e corsi di lingua.

Oltre ad accrescere I livelli occupazionali, l’obiettivo del Presidente nipponico, Shinzo Abe, è riuscire a dotare gli studenti stranieri delle competenze professionali, ma anche culturali, necessarie per inserirsi efficacemente nel modello aziendale giapponese, unico al mondo.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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