Stop alle espulsioni degli immigrati qualificati: così si indebolisce la competitività

Le imprese svedesi, tra le quali Ericsson e H&M, alzano la voce: una follia mandare fuori dal paese lavoratori high-skilled. La disoccupazione è al 6,5% e le aziende sono alla ricerca di personale. Così facendo si indebolisce la competitività

Stop alle espulsioni degli immigrati qualificati
Il gigante dell'abbigliamento H&M è una delle imprese svedesi che ha criticato l'operato dell'Agenzia sui migranti

Un gruppo di amministratori delegati che rappresentano alcune delle aziende più importanti della Svezia, tra cui il gigante della vendita al dettaglio H&M e il produttore di apparecchiature per telecomunicazioni Ericsson, hanno alzato la voce e puntato l’indice contro l’Agenzia governativa sui migranti rea di aver rifiutato di estendere i permessi di lavoro ad alcuni immigrati, provocandone l'espulsione.

Ad esempio Hussein Ismail, un ingegnere libanese di una società di biotecnologie da lui fondata nel 2012, deve tornare nel suo paese di origine insieme a sua moglie e ai suoi figli. La colpa è di essersi autoridotto per tre mesi lo stipendio nel 2015 per consentire alla sua azienda di restare sul mercato.

Le severe leggi svedesi contro il dumping sociale, infatti, stabiliscono che se un lavoratore straniero riceve uno stipendio inferiore a un contratto collettivo, allora quel dipendente deve essere rispedito al paese di origine.

Un’impostazione rigida che non sembra ben adattarsi all’attuale contesto svedese, che vede la disoccupazione al 6,5% e le imprese alla ricerca di lavoratori altamente qualificati. E questo vale in particolare per ingegneri, insegnanti e infermieri.

Jenny Lindén Urnes, imprenditore dell’acciaio, ha dichiarato che le espulsioni sono “un’assurda soap opera che indebolisce la competitività della Svezia”.

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Articoli correlati

Argentina, il Senato approva la riforma del lavoro di Milei: scontro totale con i sindacati

Via libera definitivo alla “modernizzazione del lavoro” voluta dal presidente Javier Milei. Il governo parla di svolta storica per attrarre investimenti e creare occupazione. I sindacati denunciano invece un testo che “facilita i licenziamenti e limita il diritto di sciopero”. L’Argentina accelera sulla strada delle riforme ultraliberiste. [continua ]

Jobs & Skills
Un Paese che ancora lotta contro la morte per superlavoro

Giappone, un Paese che ancora lotta contro la morte per superlavoro

Jobs & Skills
Lavoro, boom degli over 50: superano il 40% degli occupati

Lavoro, boom degli over 50: superano il 40% degli occupati

Jobs & Skills

Olanda, la settimana corta è già realtà (senza bisogno di una legge ad hoc): 32 ore di lavoro e produttività record

Nei Paesi Bassi si lavora meno che altrove, ma si produce di più. Con stipendi alti e tasso di occupazione all’82%. [continua ]

Jobs & Skills

Boom a stelle e strisce: 147 mila nuovi posti di lavoro. E Trump non c’entra

A giugno il mercato del lavoro statunitense sorprende tutti: disoccupazione in calo al 4,1%, ben oltre le aspettative. Wall Street brinda, i rendimenti dei T-bond schizzano. E le minacce di dazi di Trump? Per ora, il sistema regge. [continua ]

Jobs & Skills

All’Italia serviranno oltre 13 milioni di immigrati entro il 2050

Tra natalità in caduta libera e popolazione sempre più anziana, l’Italia rischia di perdere un terzo degli abitanti entro fine secolo. Lo scenario? Senza un piano migratorio strutturato, il sistema non reggerà. [continua ]

Global
MiaFattura - la più semplice App di fatturazione
www.quotedbusiness.com