Medici e infermieri italiani in fuga verso i Paesi arabi

Dopo i calciatori, gli operatori sanitari: negli ultimi tre mesi in 500 sanitari si sono detti pronti a muoversi dall’Italia. Stipendi fino a 20mila dollari per gli specialisti.

Medici e infermieri italiani in fuga verso i Paesi arabi

Oltre 500 professionisti della Sanità si sono dichiarati disponibili negli ultimi tre mesi a lasciare l’Italia, da soli o con le famiglie, per prestare servizio nei Paesi arabi in vista di un’esperienza lavorativa e socio-culturale.

Un trend che era già iniziato, ma che ha visto impennarsi del 40 per cento le richieste in 90 giorni. Chissà che abbiano giocato un ruolo le scelte di alcuni noti calciatori e dell’ex Ct della nazionale Roberto Mancini, oltre ai salari che raggiungono anche i 20mila dollari al mese e benefit decisamente allettanti. I compensi includono servizi e casa, inserimento scolastico per i figli e agevolazioni fiscali: per i medici oscillano da 14mila a, come detto, 20mila dollari al mese e per gli infermieri da 3mila a 6mila dollari.

Dall’altra parte, c’è il crescente fabbisogno di cura dei Paesi del Golfo, in cui la popolazione aumenta e dove, soprattutto, si è scelto di investire circa il 10 per cento del Pil nel settore sanitario, riuscendo così ad attrarre operatori dal resto del mondo. Già oggi in Arabia Saudita il 90 per cento dei sanitari sono di origine straniera; e oggi anche gli italiani (mentre il Bel Paese apre ai professionisti cubani) guardano al Medio Oriente.

A tracciare il quadro sono l’Associazione dei medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l’Unione medica euro mediterranea (Umem): dei 450 professionisti della sanità italiani e dei 50 europei residenti in Italia che nell’ultimo trimestre hanno iniziato a programmare un lavoro nei Paesi del Golfo, 250 sono medici specialisti, 150 sono infermieri e 100 sono medici generici, fisioterapisti, farmacisti, podologi e dietisti. E non è finita qui: entro il 2030, in Arabia Saudita serviranno 44mila medici e 88mila infermieri.

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