La Federal Reserve sta per compiere un errore, grave

Ecco perché è probabilmente sbagliato ridurre i tassi ora

La Fed sta per compiere un errore, grave

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha fatto capire nei giorni scorsi di essere pronto a tagliare i tassi di interesse nel caso in cui le tensioni commerciali dovessero ridurre le prospettive di crescita.

L’argomento è in agenda: tagliare i tassi per compensare i dazi. Eppure è un errore di politica monetaria ed evidenzia che la Fed si è ormai assoggettata al potere politico, e in particolare al desiderio esplicito di Donald Trump di poter contare su un costo del denaro più basso anche per poter finanziare l’enorme deficit pubblico a un costo minore.

Rispondere con un taglio dei tassi a una riduzione dell’attività economica appare ragionevole. Ma non lo è in questo caso. Gli effetti macroeconomici di un aumento delle tariffe non sono aggredibili con la politica monetaria. Le banche centrali possono aiutare nella gestione della domanda, durante una recessione. L’aumento dei dazi costituisce invece uno shock dell’offerta, un altro tipo di fenomeno.

La via maestra è abbassare le tariffe e alleviare le tensioni. Politicamente, tuttavia, non è una reale opzione. Trump non farà passi indietro, convinto della bontà di questa strategia.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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