Volkswagen, 7 mila posti di lavoro a rischio

VW, 7 mila posti di lavoro sono a rischio

I media tedeschi riportano indiscrezioni secondo le quali il primo Gruppo automobilistico al mondo, Volkswagen, potrebbe licenziare 7 mila lavoratori. Sono due gli stabilimenti coinvolti: Emden e Hannover.

La motivazione sarebbe legata alla minore forza lavoro necessaria per produrre auto elettriche, che è diventato l'obiettivo numero uno della casa tedesca dopo l'esplosione dello scandalo sulle emissioni.

Nella stesso giorno, sabato 2 dicembre, lo Chief Financial Officer del Gruppo, Frank Witter, ha detto al settimanale tedesco Boersen-Zeitung che il diesel-gate costerà all'azienda ulteriori 5,5 miliardi di euro nel 2018 e 2 mld nel 2019.

Dal 2015, il Gruppo automobilistico tedesco ha pagato oltre 27 miliardi di euro in ammende e per le cause perse con investitori e consumatori, direttamente connesse alla manipolazione sulle emissioni prodotte attraverso i gas di scarico delle vetture.

Per risollevarsi, oltre all'elettrico, la casa tedesca guarda con sempre più interesse alla Cina, il primo mercato automobilistico al mondo.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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