In Libia la prima reazione degli Usa all’accordo Italia-Cina?

Nel paese nordafricano gli Usa si sono schierati a fianco del generale Haftar che ha preso il controllo di posizioni strategiche nel Fezzan e minaccia da vicino El Feel, il pozzo da cui l'Eni estrae gas e petrolio. Intanto Fincantieri ha perso una commessa dal 1,6 mld del governo brasiliano...

Comincia dal Fezzan la prima reazione degli Usa all’accordo Italia-Cina?

Che gli Stati Uniti non siano contenti è evidente. E lo ha espresso a chiare lettere anche l’ambasciatore Usa a Roma. A questo punto una reazione della Casa Bianca – che vede nell’asse Roma-Pechino una minaccia per l’Alleanza Atlantica - appare quasi scontata.

Cosa faranno gli Usa? La vendetta potrebbe consumarsi sul territorio libico? Secondo il sito russo Sputnik, nel paese nordafricano gli Usa si sono schierati a fianco del generale Haftar che ha preso il controllo di posizioni ritenute strategiche nel Fezzan, nell’intento di accelerare una svolta che l’Italia ha fatto tutto il possibile per cercare di procrastinare.

In particolare, nel sud della Libia, l'Esercito Nazionale Libico guidato dal generale Khalifa Haftar - sostenuto anche dalla Francia - avanza e minaccia da vicino El Feel, il pozzo da cui l'Eni estrae quantità ingenti di petrolio e gas che, poi, giungono in Italia, dopo aver già preso il controllo di Sharara, uno dei principali pozzi della regione gestito dalla spagnola Repsol.

Che qualcosa bolla in pentola lo conferma anche la circostanza che nell’ambasciata libica di Roma si sia tenuto un incontro tra diplomatici al quale hanno partecipato alti funzionari delle rappresentanze di Washington e Parigi. Nessun esponente della Farnesina era, tuttavia, presente. Per quanto le autorità libiche presenti abbiano riferito di un incontro di routine, la loro smentita non ha convinto tutti gli osservatori.

Altrettanto preoccupante per Roma è la scelta brasiliana di commissionare la costruzione di alcune corvette ad una società tedesca, quando sembrava certo che la commessa sarebbe stata assegnata a Fincantieri, anche in virtù della vicinanza tra Jair Bolsonaro e Matteo Salvini. Ma forse non abbastanza come quella tra il neopresidente brasiliano e Donald Trump. Sta di fatto che la cantieristica italiana ha perso una commessa da 1,6 miliardi di euro

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