Fine del boom economico tedesco

I principali istituti di ricerca economica tedeschi hanno tagliato le loro previsioni di crescita per il 2019, che passano dall'1,9% allo 0,8%

Fine del boom economico

Il boom economico della Germania è al capolinea. E a sostenerlo sono ben cinque, i principali, istituti economici del paese che confermano le revisioni al ribasso già decise da soggetti internazionali come l’Ocse.

Dunque, le stime sul Pil 2019 scendono, anzi crollano, dall’1,9% allo 0,8%. Mentre, secondo l’organizzazione con sede a Parigi, sarà ancora più drastica la discesa della prima economia europea: 0,7%. Resta per il momento, invece, invariata la stima per il 2020 (1,8%).

Due le principali cause: il rallentamento globale e la Brexit. A questi fattori occorre aggiungere la carenza di manodopera denunciata dalle imprese tedesche – situazione che nei mesi scorsi ha indotto Berlino ad approvare una nuova legge con l’obiettivo di favorire l’ingresso di lavoratori immigrati – e le difficoltà attraversate dal settore automobilistico, che ancora non si è ripreso dallo scandalo diesel-gate.

"La ripresa a lungo termine dell'economia tedesca si è conclusa", ha detto Oliver Holtermöller, vicepresidente di uno degli Istituti coinvolti nelle analisi. Anche se "la probabilità di una recessione pronunciata" è considerata "bassa", ha poi precisato Holtermöller.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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